
Il
Libricino - Montedit
PROLOGO
Ascolto il vento.
Tra gli arbusti scossi
colgo parole impalpabili;
sulla passeggiata deserta
il profumo salmastro
del suo canto.
Tra queste carte
restano
incerte percezioni,
evanescenti
come spruzzi di onda infranta,
immobili sul cielo,
e subito nel vento dispersi.
Irlanda
Nebbia sul mare.
Tetro sogno d’isola,
a
poppa,
senza più colore:
uno
spettro.
La
prua sull’acqua
immobile.
Silenzioso sciacquio.
Sopra le vele grigie
nell’uniforme bruma
lento
plana un gabbiano.
Febbraio
Vento salmastro
dalla finestra spalancata.
Profumo.
Dall’aula
alle bianche creste
del
mare...
grigio il cielo.
Passeggiata
Tra
odorosi pini,
arso un sentiero
e
il luccicante
azzurro del mare.
Brezza
su
un canneto al sole
per
cullare il tormento
di
infinita speranza.
Tiepida brace
e
cantilena d’onda
per
addormentare
il
giorno.
Afa
Soffi di brezza
salmastra.
Dal
corbezzolo
una
seta di ragno
accarezza
i
riflessi del mare.
Sei nei miei pensieri...
…spumoso vento sul mare
e,
come di onde
infrante,
limpido tormento.
F.
Proibita
morbida baia
in
cui è dolce
il
mio travaglio
d’
onda.
Mansarda
Pesanti nubi
oltre i tetti di paese.
Soffocata sul mare
ristagna
l’ultima luce d’orizzonte.
Noia
Grigio
dal
vetro e
freddo
strisciare di pioggia.
Tra
grondanti cortecce
piombo è
il
cullarsi del
mare.
Sentiero
Di
questa speranza,
di
questa inutile arsura,
rimane, qui sul mare,
il
profumo
arido del timo;
e
solo scricchi,
nel
cuore,
di
aridi sterpi.
Tempo
Quando, lì sulle onde,
c’è
questo cielo
pesante di temporale,
è
il vento
che
scompiglia gli spruzzi sullo scoglio.
E’
il vento che sale
da
questa scalinata
umida e,
alle spalle,
mi
gela.
Sera
Ricordi?
Su
questo scoglio
da
bambini
aspettare l’onda?...fuggirne gli spruzzi?
Ma
ora sono stanco;
come quello scoglio
mi
ha bagnato l’onda.
Come quello scoglio,
almeno stasera,
ti
prego
lasciami solo.
...Spero...
Soffice crepuscolo
per
soffrire,
cullato,
la
vita.
Effe
Ecco,
il
tempio
per
venerare, nascosto,
la
mia angoscia.
*
Ancora!
Annegami di
irraggiungibile gioia.
Silenzio
Imploro,
sacerdote di questa notte,
il
tormento della sua voce.
Sospirare
Uggiosa
calma di foschia
che
accarezza
ancora
la
mia noia.
Divertimento
Breve
come l’allegro
frastuono di banda
portato in una raffica di vento...
Poi
poi
é ancora nebbia
ed
é una goccia
che
batte
batte
mi
tedia e
batte.
Dormiveglia
Un
respiro...
...
poi... il silenzio
del
buio...
Aspettando i tuoi passi
é
profumata resina,
in
questa notte,
lo
stillare del tempo.
Mattina
C’è
un cielo
grigio argento
che
colora di freddo
l’
aria immobile.
Ogni colore si è assopito
sfumando nel grigio,
fino al mare che accarezza
nel
dormiveglia
il
profilo degli scogli.
Tra
gli alberi nudi
anche la città si distrae
in
una calma di sogno.
E’
Dicembre.
E’
l’allegria dell’inverno.
E’
l’allegria
che
non consola.
Minuti in fumo
Fumo azzurrognolo
sale nervosamente
contorcendosi
prima di avvolgersi
sui
pensieri che sono
stanco di inseguire.
E’
solo noia, è solo solitudine
che
mentre brucia
sulle labbra e nei polmoni,
uccide
una
inutile manciata di minuti.
Un
ultimo nodo scomposto
si
alza grigio
dal
mozzicone spento...
Il
tempo ricomincia
a
trascinarsi incerto
nell’ odore acre che ancora
non
scompare
mentre, minuto dopo minuto,
si
consuma
questa inutile attesa
di
nulla.
In treno/Speranze
Poi
improvvisamente la luce
e
il sole
che
bagna di scaglie dorate
il
mare d’Inverno
e
l’ aria tersa
e
il verde veloce dei Lecci
e
tra casette di presepio
il colore del freddo…
e
poi buio.
Un’
altra galleria...
...lunga...
e
se questa volta, fuori,
fosse già notte?
...Forse solo una goccia
di colore
Il
cielo terso
avvolge il morbido bosco
ancora verde.
Tra
l’azzurro intenso
ed
il profilo verde smeraldo,
una
piccola nuvola
e
lo sguardo grigio
di
chi attende rassegnato
non
so cosa...
...forse solo una goccia
di
colore.
Natale
Una
pioggerella fitta
come nebbia
ha
cancellato il profilo
dei
tetti e dei rami.
In
lontananza
rimangono i viali della città
con
le loro luci di Natale
sfumate
silenziose
e
tristi
come nella malinconia
di
un ricordo
d’
infanzia.
Mattino
…da
questa morbida notte,
sveglia la tua pelle
nel
fresco candore
di
gualcite lenzuola.
“Ti amo”
L’ho sussurrato
nel
silenzio di questa notte
quando più preziose
sono le parole…
L’ho sussurrato
nel
prodigio del buio,
perché questa lacrima,
meraviglia d’averti,
fosse gemma
sulla tua pelle.
L’ho sussurrato al tuo fresco respiro,
al
tuo sorriso
perso
in
un sogno, chissà dove.
L’ho sussurrato…
…una breve frase,
due
sole parole…
Prodigio
Delle sospirate parole,
dei
nostri sguardi,
del
nostro amore,
questa notte
rimane sospeso l’eco
nel
tepore della tua pelle.
Felicità
di
spiare il tuo sonno,
Meraviglia
di
averti accanto.
Succede
che, nell’indecisione di un sogno,
riveli il suo prodigio
la
gioia.
Questo Natale
fiorito nel tuo tiepido risveglio,
è
partito
questa mattina col tuo treno.
Fredda
l’alba in stazione.
Tenevo le mani tra i tuoi capelli,
in
silenzio
le
labbra sul tuo viso;
Dicembre è questa lacrima discreta.
Nella nebbia sospesa
delle nostre parole:
“per noi, Amore,
oggi
il
Natale sarà altrove”.
All’una devo andare
Qualche ora rubata
a
questa notte
che
ci vuole lontani…
Dove sfuma il mio sonno
ti
trovo addormentata,
stretta al mio respiro…
sorridi.
In
nessuno dei miei sogni
ho
trovato questo morbido abbandono
e
questa calma
di
capelli profumati.
Un’ultima carezza,
forse un bacio;
poi
fammi restare
nel
tuo sogno
ma
non svegliarti bambina:
è
l’una e devo andare.
Piccola stella
Oltre la tenda
un
astro e la luna…
Nel
riflesso
di
questa notte,
disegna tenue
la
luce
il
tuo profilo.
Forse il profumo del buio
mi
ha distratto in un sogno
ma
solo ora ti scopro:
accanto al mio respiro,
sorpresa da un imprevisto risveglio,
s’è
posata in silenzio
e
riposa
una
piccola stella.
Il regalo
La
troverai accanto ai tuoi fianchi
dove ho dormito
sorpreso di gioia.
L’avrò accostata al tuo tepore
l’ultima sera
prima di partire.
E
in questa notte
che
non conosce distanze
conservala appesa
al
tuo scorcio di cielo.
Conservala appesa
dove possa trovarla;
perché chiusi gli occhi,
se
saremo distanti,
non
dovremo cercare:
sarà bello incontrarci
attorno alla stella
che
ti ho voluto donare.
Assenza
Non ci sono stelle
tra
le pareti
di
questa notte;
nella luce fredda
il
tempo singhiozza
indifferente
senza un’intuibile logica.
Mi
sono arreso
per
perdere il conto
della nostra distanza:
solo
col
tuo ricordo
dipingo le mie giornate
altrove.
Pensando (08.02)
Non
ho trovato nessuna ragione
per
essere qui
lontano
questa sera.
Aspetto
che
si infranga
questo assurdo sipario
e
resto qui
buttato
come un’inutile
cima incattivata.
Attorno
tutto si perde
svanisce soffocato
lentamente
e
appassisce
senza importanza.
Solo il tuo pensiero resta
vivo
e
con morbida tristezza
di
malinconia
mi
lacera.
Sogno (10.02)
Sogno
la
tua pelle
liscia;
nel
buio
morbida curva
come d’onda,
che
lambisce
carezzando
la
prora
e
si allontana
silenziosa
lungo la scia bianca
di
questa mattina.
Sono solo…
Notte sospesa
in
un pensiero.
Percorsa a ritroso
si
perde questa scia
nei
primi miraggi del crepuscolo.
Stesse stelle…
Stesso silenzio
ti
accarezza…
lontana.
Questa calma salmastra
sarebbe da amare.
Notte, malinconia
della tua assenza.
Sono solo
rare percezioni
che
stancamente si ripetono.
Questo
Febbraio
è
il lamento
della nostra lontananza;
soffocato
in
questa nebbia
non
riesco neppure
ad
urlarlo.
Mare due
Il
mare si è increspato
di
mille creste bianche,
attimi persi
spinti verso inutili
spiagge.
Controcorrente
vorrei essere cresta d’onda
per
lambire
lontana
la
tua pelle,
ultimo lido,
sognata promessa.
Calma
Il mare è una distesa immobile
a
perdita d’occhio
appena solcata dalla nostra scia.
Tu
mi aspetti,
oltre il mio sguardo,
dove la sottile linea
dell’orizzonte
diventa il filo
della parete che ci separa.
Osservando questo crepuscolo
a
tratti
sembra che qualcosa debba accadere
ed
è impossibile
che
fino a sera
nello specchio buio del mare
io
non
veda sgretolarsi
questa barriera.
Lento
Il tempo ristagna
denso,
scandito
dalle venti sigarette,
mentre momenti già vissuti
inutilmente
si
ripetono.
Per
salvarmi
ho
solo il tuo pensiero,
come voce soffocata
da
cercare
nella nebbia.
Giornata
Ho guardato
oltre ogni bianca cresta
di
questo mare
per
poterti trovare,
ho
spiato
ogni rosso tramonto
per
poterti sentire;
questa notte
fa
che io possa
chiudere gli occhi
nel
buio
per
poterti baciare.
Onda
L’acqua è ferma
in
un irreale silenzio
di
foschia.
“Ti
amo”;
ho
paura di gridarlo,
in
questa tetra
eternità sospesa.
“Ti
amo”;
ho
paura di gridarlo
e vederlo allontanare
come isolata cresta
per
perdersi
inutile
nella bruma.
Se ci fossi
Se
ci fossi
queste lacrime
sarebbero stelle,
questi sospiri
sarebbero brezza;
se
ci fossi
questo amore
sarebbe di baci,
sarebbe di carezze.
Ho chiesto di te
Ho
chiesto di te
al
morbido tramonto,
mi
ha risposto
con
un mare di stelle.
(Il marinaio) Al Mare…
…ho
lasciato di questi giorni tutti i miei ricordi
per
poterti ritrovare;
…ho
ceduto tutte le esotiche monete
per
poterti riabbracciare;
…ho
promesso di queste notti tutte le mie stelle
per
la seta di un tuo bacio…
Ora
che sto per tornare,
per
amarti
Piccola,
non
mi è rimasto che
il
resto della vita.
Notte
Discreta
scende la Notte,
seta
sulla nostra pelle
e
sulle nostre anime,
amanti nella luce,
ed
ora
chiusi gli occhi,
fuse in ogni respiro...
...
pioggia sul mare.
Magia
Rivivo
questa notte
nel
tuo profumo,
liberando i miei sogni
in
te,
cielo stellato.
Di Notte
S’è spento
sulle tue labbra
l’ultimo crepuscolo;
il
respiro del Nulla
mi
ha reso notte…
e
nel mio cielo
una
sola stella.
Minuscola stella
Mi
sono fatto minuscola stella
per
fuggire il giorno;
per
sopravvivere
solo quando consolano i sogni.
Mi
sono fatto minuscola stella
per scoprire la notte
mentre gentile
ti
riporta ai miei occhi;
per
lasciarmi ingannare
dal
ricordo di un bacio.
Mi
sono fatto minuscola stella
e
il mattino mi spegne
raccontando il tuo volo
lontano.
Se
vorrai cercarmi
ti
aspetterò nel nostro cielo
e
al tuo ritorno Amore
raccogli la minuscola stella.
Mi perdonerai?
Ho
aspettato il tuo silenzio
e
al telefono ormai chiuso
ho
sussurrato anche oggi
“Ti
amo”...
Mi
perdonerai?
L’ho detto di nascosto
per
non ferirti,
di
nascosto
ma
l’ho detto
per
non impazzire.
Se
per te
questo amore era gabbia
allora fuggi,
vola lontano...
Mi
perdonerai?
Per
me era il cielo.
Ferito
Ora
dovreste lasciarmi
solo.
Vi
ho ferito con le parole.
Andate a dimenticarmi
altrove.
Vi
ho ferito con l’indifferenza.
Ma
prima odiatemi
o
compatitemi
perché solo l’Amore
l’ho ferito con l’amore.
Bonaccia
Strano,
sei
fuggita
ma
senza abbandonarmi.
Sono naufrago
in
questo mare di bonaccia
che
non vuole annegarmi.
Ristagna l’acqua, la noia
e
ogni mio vizio.
Così affonderò,
lentamente.
Strano,
ora
temo il tuo ritorno Amore,
forse qualcosa è già morto
e
rimane un uomo
che
neppure io
riesco più ad amare.
Tempo
“Richiede tempo una riflessione”
e
se potessi odiarti
ne
avresti in abbondanza.
Ma
non ci riesco Piccola,
e i
giorni stagnano solo per me
mentre ho imparato ad odiare
solamente
chi
si è smarrito
senza il tuo amore.
Natura morta con rosa
Silenzio
di
un pomeriggio d’inverno.
Tra
me
ed
il vetro appannato
solo il fumo del the
e
la nostra ultima
rosa.
Nell’equilibrismo
tra
l’amore e le tue paure
oggi
l’inciampo è lieve
come i suoi petali
che
cadendo
nell’ultimo volo,
piccole farfalle,
riescono a rendere
morbida poesia
la
morte.
Passeggio
Il
brusio della gente
è
il silenzio
di
questa inutile sera.
Strano che tu mi veda
credevo di essere solo.
Perdonami se ricambio
il
dono del tuo sorriso
con
poche gocce
tristi
del
mio inchiostro
nero.
Crepuscolo
La
notte e il giorno
si
sono uniti
in
un delicato amore
che
svanirà con le stelle
e
con i vostri sogni.
Torneranno tra breve le ombre
per
tutto quel che è vero
ma
non per ciò che è caro.
Tu
resta ancora
al
mio fianco
in
questo fragile istante…
che
sia prima l’alba
tra
un attimo a dire
“era il solito sogno,
alla luce
sei
solo”.
Amante
Non
mi chiede di essere Uomo
né
vuol sapere
se
sono lacrime
o
spruzzi di mare
né
per chi sono.
Lo
sa.
Mi
dona soltanto
la
sua pelle
tagliente di vento
e
il suo cuore
ghiacciato.
Lo
sa che ti amo
e
mi abbraccia, mi carezza.
Lo
sa che ti amo
e
mi sussurra
distratta la sua canzone.
Oggi sei lontana;
ho
bisogno di lei.
Lo
sa che ti amo
ma
è venuta ugualmente
fredda e sincera
la
Tramontana.
Livorno
Il
mare a Febbraio
è
riuscito a scordare
tutta l’allegria.
Le
spiagge sono luoghi
dell’anima
e
le onde raccontano
monotone
la
malinconia
di
chi si ferma ad ascoltare.
Solitudini
La
solitudine dei monti
o
degli alberi nudi d’inverno
è
grandiosa
è
dignità.
La
mia solitudine
è
umida e inutile;
è
una casa vuota,
una
finestra serrata,
è
questa penna
quando la scorderò
ancora carica
sopra un foglio
appena segnato.
Reggio Emilia
Sono tutti spogli gli alberi a Febbraio
ma
questo di Reggio
è
solo;
annodato alle zolle ghiacciate
con
una preghiera scura
di
rami
protesa al sole velato.
Sono tutti spogli gli alberi a Febbraio
ma
questo di Reggio
è
un uomo.
Incognita
Anche il sole si è nascosto
dietro le colline azzurre
questa sera
forse per pudore,
forse per paura…
ma
vorrebbe sapere.
Lo
leggerà domani
nei
miei occhi
se
alla fine di questo viaggio
avremo fatto l’amore.
Altrimenti Bambina
raccontaglielo tu
come mi hai ucciso,
come mi hai spezzato il cuore.
Lacrime
L’assenza
ha
lacrime calde
che
non puoi asciugarmi, ma l’attesa…
L’Attesa
ha
lacrime nascoste
che
mi soffocano
mentre esiti sul sottile filo
della tua paura;
cuore ferito
non
posso salvarti
se
non vuoi.
La
nostra vita
felice
è
alla breve distanza di un bacio
ancora non dato.
Vieni Amore,
in
questa notte senza aurora,
l’attesa
di
un giorno
rinato per noi
è
fatta di lacrime nascoste
che
solo
so
piangermi dentro.
Margherita
Roma,
una
giornata sfogliata
passo dopo passo
come una margherita.
Roma,
il
tramonto saluta la sera
col
sorriso giallo del fiore
quando l’ultimo petalo
ha
sussurrato “m’ama”.
Tre quarti
Te
ne vai
di
tre quarti,
che
la nuca lascia scorgere
ancora il tuo viso,
dopo avermi detto “addio”
di
tre quarti,
che
le lacrime dicevano ancora
“ti
amo”.
Vietato amare
Su
questa carrozza
è
vietato amare,
hanno detto per non far soffrire
se
stessi e gli altri
e
soprattutto per non sbagliare.
Su
questa carrozza
viaggio da solo,
peccato
ora
avrei un dubbio
e
vorrei che qualcuno
mi
potesse spiegare
che
cos’è di preciso
questo “amare”.
Se…
Se
un pentagramma avesse sei righi,
i
passeri tra questi tralicci
sarebbero note
di
una stupenda canzone
che
ti vorrei suonare
per
tutta la vita…
…se
ancora sapessi imbracciare il violino,
…se
ancora sapessi accordarne le note,
…se
ancora sapessi ritrovarti
Amore.
Vigliacco
La
finestra velata di freddo
continua a fissare il sole che cala.
Di
questo tramonto,
dietro il vetro appannato,
ricorderò solo la luce.
Io
non ho saputo fissare il tuo dolore
mentre mi lasciavi
e
del tuo addio,
dietro gli occhi appannati,
ricorderò solo la voce
e
in basso
le
tue scarpe.
Bacio
E’
calata la sera
su
questo viaggio e
tra
poco sarò arrivato.
Tu
hai paura del mio amore
ingombrante.
Adesso anche io ho paura
del
tuo dolce sguardo
imbarazzato
che, mentre mi saluti,
scruta il mio viso per cercare,
scansando la bocca,
un
lembo asettico
da
baciare.
S. Valentino
San
Valentino senza poter dire “amore”,
senza baciarti
le
labbra.
Solo le tue dita
leggere
che
carezzano le mie
sembrano sussurrare timide
“ti
amo”, “ti amo”, “ti amo”.
T’immagino così
sul
mio palmo
vestita solo con due ali di colore,
in
bilico tra l’amore e la paura,
fragile farfalla.
Che
tormento sarebbe
seguire il tuo volo
e
il tuo dono
smarrire
sapendo, per la gioia
che
mi hai dato,
di
non poterti mai odiare.
Una parola
Potrebbe essere felicità…
manca solo una parola.
Non
piango per quel che ho perso
ma
per ciò che mi hai lasciato;
stupendo, vicino…
ma
per toccarlo
manca solo una parola.
La
riconosco nei tuoi occhi
e
nella tua mano sincera
che
ancora mi cerca.
Per
tenermi vivo, Piccola
illudimi cent’anni ancora
o
dimmi
soltanto una volta
“amore”: è una parola sola.
Statua stele
Erano un ragazzo e una ragazza
Erano un uomo e una donna
Erano un vecchio e una vecchia
Erano un masso e l’onda del mare.
Non
hanno mai vissuto
e
si carezzano in eterno
aspettando il coraggio
di
volersi amare.
Stagioni
Ho
visto un amore perenne
come le foglie d’abete in inverno.
Ho
visto un amore brillante
come le foglie smeraldo d’Aprile.
Ho
visto un amore odoroso
come le foglie tra i fiori d’estate.
Anche l’Amore
ha
le sue belle stagioni
ma
solo d’autunno
ho
visto le foglie volare.
Per…
Il
tramonto
per
disegnare
il
tuo profilo,
la
luna
per
carezzare
la
tua pelle,
la
prima stella
per
incontrare
i
tuoi occhi
e
tutto il resto della notte
solo
per
noi.
Fiore dei ricordi
In
treno
preferisco viaggiare di spalle
mentre ogni cosa
appare improvvisa
e
lenta
svanisce.
Saremo seduti a fianco
a
vedere l’improvviso
tramonto
di
una vita
svanire lento
col
nostro dolore.
Dalle calde lacrime,
più
avanti nel viaggio,
sboccerà il ricordo
e
sarà un altro fiore
colorato
nella nostra memoria.
***
Nevia:
il
nome
a
ricordare
i
fiocchi candidi,
gentili
d’inverno e
bianchi
i
suoi capelli.
Così come neve
si
è dissolta
improvvisa senza aspettare Primavera.
Dolcezza di Nonna
e
amore
sciolto nelle tue lacrime,
tanto calde
in
questa stagione,
per
far sbocciare
il
fiore più bello
dei
nostri ricordi.